quando ho paura la voce e la mano con cui scrivo mi si avvelenano, perché mi sento incerta e mi rende inquieta e vorrei non sentirmi mai come mi sento ora, come se dovessi difendermi da te, perché temo di essere l'esotico.
La permanenza all'estero che non hai vissuto, e di cui ti stancherai, perché sarà estenuante come Londra lo è stata per me. Non vedo un futuro nel perpetuarsi di un presente che già è diafano, così etereo che pare sul punto d'involarsi ogni volta che ti fermi a guardare.
I gerani che mi hai regalato ieri li avevo trovati piegati, avvizziti, ma ora sono tornati vivaci perché, al ritorno da Bologna, ho potuto innaffiarli di nuovo.
lunedì 29 gennaio 2007
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1 commento:
quei gerani, ma forse sono gerbere, sono rossi :)
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