venerdì 11 maggio 2007

avatarro malandrino

non sono intollerante, lo sai. lo divento con i furbacchioni, con i prepotenti, non con coloro nei cui occhi riconosco quelli dei miei nonni e dei miei zii, sepolti in terra straniera.

quanto al personaggio che innesca reazioni così ferme non merita tanta indignazione, al massimo l'ironia che gli usano i suoi interlocutori del centro sinistra, la bonaria ironia che si usa a chi deve ancora capire molte cose.

alleggerisco il clima, ecco scan del biglietto del concerto di dom sera, che ci avevo voglia di pubblicarlo, e confesso che conservo gelosa traccia di tutte le cose che facciamo insieme




giovedì 10 maggio 2007

soffia

la persona che tu definisci divertente, che ascolti con gusto e risate grasse, la cui foto scegli allegramente come avatar del tuo account messenger, è la stessa che contribuisce a tenere in vita sentimenti di xenofobia e il rifiuto della convivenza tra cittadini in questa milano multiculturale.

mi piace quando ti arrabbi parlando di silvio berlusconi, e non capsico come fai a non arrabbiarti di fronte a quest'uomo ignobile.

Dici sempre che è innocuo, ma se a me fa paura, se la sinistra in nome degli omosessuali ne hanno chiesto le dimissioni, forse già questa è una dimostrazione del contrario, non ti pare?

Poichè ai tuoi amici piace, che anche loro lo trovano divertente, e insieme vi passate i suoi video come fossero chicche di comicità da non perdere, per questo credi che non ci sia niente di male nel farsi una risata, se uno dice apertamente che dovrebbero tornarsene a casa in cammello coloro che non sono produttivi economicamente, le donne musulmane, quelli che lavorano qui come schiavi, ma il nostro status culturale non lo sanno condividere.

Mi fate venire voglia di mettermi a piangere, con le vostre risate, di rabbia o forse di umiliazione, tutte le volte.

Ci hai mai pensato, che questo forse non è bello, che anche dei cattolici integgerrimi potrebbero fare uno sbaglio senza accorgersi, questa volta?

Sembra che siccome voi andate a chiesa e fate le offerte ogni domenica, siccome siete attenti sostenitori della parrocchia e zelanti nel partcipare alla vita di comunità, per il bene degli altri, allora le cadute di stile che definite innocue, ve le concedete a cuor leggero dentro le mura domestiche.

Dopo tanto sbattersi per l'altro, questi calci nel culo esorcizzati nelle risate, li trovate liberatori probabilmente.

Starai pensando che probabilmente ho il ciclo mestruale oggi, perchè sto facendo tanto rumore per una cosa che a te pare da poco o da niente.

Del resto come si permette una con una vita come la mia, con una madre adultera, con un passato costellato di relazione libere, dalla sessualità generosa e promiscua, a fare la morale ad uno come te, così lontano dal peccato, integro, servizievole, onesto fino ad abborrire il furto anche solo di una ciliegia e fino ai 43 anni, vergine.

il bene e il male privati e sociali siete voi che li sapete distinguere, mica una come me, donna, siciliana di origini e sessualmente promiscua per aggiunta.

a.

giovedì 12 aprile 2007

se a padova lo spritz



la danza sul territorio di confine dell'amore è iniziata sull'erba calda del sole delle tre, al prato della valle. Un ragazzo giocava a frisbey a torso nudo e due adolescenti si baciavano stretti. C'era un cane di media taglia, forse un labrador, correva da una parte all'altra per inseguire il bastone di legno che si lanciavano due ragazzi per farla giocare.

Era femmina, e aveva il mio stesso nome. Mi sentivo come dentro ad un'allegoria della primavera, ma fuori luogo, come uno di quei melograni incolti e ancora appeso ai rami alti dell'abero, fuori stagione. L'ombra dei non detti erano nuvole di un temporale, che doveva arrivare.

Perchè poi? "Tendi a saggiare i limiti di una relazione, l'hai mai notato?" è quella frase me la sono tatuata addosso come un'etichetta di importazione. La sento come una zanzara la notte, da quando è scesa la pioggia ha smesso di pungere, ma ronza per dirmi che c'è per restare, almeno fino a quando non saprò darle un altro nome.

E le parole che scelgo di tacere, per tenere viva la danza in morte dell'amore, sono quelle di cui mi sono messa alla ricerca, sai, non è difficile vedere che spingerti via mi da un ritorno in moneta d'amore, non solo lacrime e pause di silenzio che durano tanto a lungo da farsi leggere tra le righe.

In ballo c'è la mia identità, l'esigenza d'essere riconosciuta una presenza importante e altro da decifrare. Le carezze sulla pancia, sul prato dell'orto dietro casa, avevano il sapore di un desiderio di paternità profuso d'amore. Mi sentivo un contenitore, come un vessillo che serve per traportare un bene caro dal lato della riva che è più sicuro.

Dalla fucina di possibilità anonime, tendenti all'infinito, fino alle tue braccia di padre sicure. Ma la donna che sono, caro, l'ami? O solo la madre che potrei diventare?

Nell'allegria tesa del parco lambro, prima di piegare insieme il plaid steso al mattino per il picnic, prima d'andare, hai taciuto dove non era la certezza che potesse legittimare.

coli-brina o colu-brina?




:))

lunedì 26 marzo 2007

Tabito Funakoshi

dopo la cena di venerdì Tabito Funakoshi dichiara il suo amore a

Arisa Karubo

provare per credere :))

http://rumandmonkey.com/widgets/toys/namegen/721/

mercoledì 14 marzo 2007

giuggiole (per il brodo attendere, prego)

eccolo finalmente, l'albero che ti avevo promesso il primo giorno che ci siamo incontrati.
è un albero rustico che produrrà frutti dolci, che i fruttivendoli di città non hanno.
ha una storia antica, il linkino la spiega.
mi piace, perchè dimora nel cuore della marca trevigiana ed è stato piantato per amore di una ragazza siciliana.
mi piacerebbe che questo nobile albero e suoi frutti potessero narrare questa storia a tutti coloro che si fermeranno, colpiti dai colori, magari dai sapori.
è per te

giovedì 8 marzo 2007

8 marzo, una festa

ecco il fiorellino per l'8 marzo, insieme alle mie carezze di iersera, spero un po' di pace

giovedì 1 marzo 2007

L'amore ci farà a pezzi

Ancora una canzone d'amore triste, una dei Joy Division, di cui in questo post faccio la traduzione.

L'amore ci farà a brandelli


Quando l'abitudine corrode
E le ambizioni sono basse
E il risentimento vola alto
Ma le emozioni non cresceranno
E stiamo cambiando le nostre vie
Prendendo strade diverse


Poi l'amore, l'amore ci strazierà ancora...

Perché la camera da letto è così fredda?
Ti sei voltata dall'altra parte
Sono io che non ho avuto tempismo
o il rispetto reciproco che si inaridisce?
Eppure c'è ancora questa attrazione
Che abbiamo mantenuto nel corso delle nostre vite

L'amore, l'amore ci strazierà ancora...

Urli nel sonno
perchè ricordi i miei fallimenti?
E c'è quel sapore nella mia bocca
quando la disperazione prende il sopravvento
E se qualcosa di così bello
davvero non può più funzionare?

Se l'amore, l'amore ci strazierà ancora...

Love will tear us apart

one more sad song, a Joy Division one, here in the original version:

LOVE WILL TEAR US APART

When the routine bites hard
And ambitions are low
And the resentment rides high
But emotions wont grow
And were changing our ways,
Taking different roads
Then love, love will tear us apart again

Why is the bedroom so cold
Turned away on your side?
Is my timing that flawed,
Our respect run so dry?
Yet there's still this appeal
That we've kept through our lives
Love, love will tear us apart again

Do you cry out in your sleep
All my failings expose?
Get a taste in my mouth
As desperation takes hold
Is it something so good
Just cant function no more?
When love, love will tear us apart again

mercoledì 21 febbraio 2007

lo stomaco sossopra

si fa un po' per uno, a soffrire per questo amore.

ed ecco il pensierino del pom:

Cos'è un uomo? Un uomo è un vuoto: l'anelito a una donna.
E cos'è una donna? La donna è un vuoto: l'anelito a un uomo.
Sono ciò di cui sono privi.
Cos'è la felicità? La felicità è la riunione di due vuoti, che a furia di ascoltarsi, abbracciarsi, impregnarsi fanno nascere un pieno.

new deal

A pranzo alle abadesse si è detto della teoria economica di Raymond Keynes, applicata anche ad una relazione, perchè stavo meglio, ero più serena, dopo questo pasto condiviso, come una piccola e improvvisata opera pubblica che ha risollevato le sorti di un economia zoppicante, dopo la caduta di ieri sera...

e tu? mi rende triste vedere il tuo disagio, di cui so che sono causa; mi rende triste esserne causa...buon pomeriggio tristan

your isolde

martedì 13 febbraio 2007

giovedì 8 febbraio 2007

Due vasi crepati

Ricevo da un'amica e penso che proprio così siamo e sono felice che lo siamo.

"Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: "Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise: "Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa"."

Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.

E buona giornata da un grosso vaso con una grossa crepa!

mercoledì 7 febbraio 2007

Nevé Shalom

A Nevé Shalom ho pensato immediatamente quando leggevo di israeliani e palestinesi, esperienza ultradecennale conosciuta al tempo dell'impegno tra i giovani delle ACLI. Una esperienza di pacifica convivenza e condivisione dei valori comuni, una esperienza che la maggior parte del mondo ignora, perchè fragori di ogni genere ne coprono la voce.

Un passo importante in questi giorni, l'inizio della ricerca di un appartamentino tutto mio. Un passo nella direzione giusta, verso una libertà densa di impegno.

E nessuno sciopero, a parte quello dei benzinai di cui i ciclisti ridacchiano, solo un considerevole aumento dei ritmi di lavoro e la difficoltà a ritagliarsi un momentino.

E un bacio solo per te

martedì 6 febbraio 2007

on strike?

Sei forse in sciopero?

lunedì 5 febbraio 2007

La tregua

Ho firmato un trattato di non belligeranza, che non ricordo più chi sia stato a chiedermi di sottoscrivere. C'erano uno stormo di voci a ronzare in circolo intorno a me, certi giorni. E l'angelo, il diavolo.

Non c'era il fantasma dei natali passati, ma quello degli amori, si, assieme all'incubo di quelli futuri.

Firmo un trattato di non belligeranza, col presente, perché non ho le energie di un generale e il conflitto, macché eroico, lo trovo amaro. Di renderti il sonno impossibile, salvo starmene di malumore - lunedì fino a domenica - non ne vale la pena.

Anche se pensavo che servisse a conquistare per noi un amore, rotondo come un anello, e senza cui restiamo amanti, solo a metà...

La Palestina è unita da un matrimonio combinato con il governo di Israele, dalla fine degli anni 40 e del secondo conflitto mondiale. Ma non ti ho sposato - io - e se non sono felice "sto bene da sola, più che con te" è una formula che basterà a restituirmi ciò che vivere con te mi sottrae.

E lo stesso è per te, il est que le vent nous porterà...mentre noi staremo solo a guardare. E così firmo ora, in calce alla pagina che ufficializza la tregua.

A.E.C.

giovedì 1 febbraio 2007

mettili insieme

non lo dico spesso ora, ma ti amo... e non lo dico perché faccio fatica - e prendo a prestito una formula che ti sento usare - a capire i sentimenti che si agitano dietro i tuoi silenzi...

mi pare che le mie ragioni ti suonino distanti come ti arriverebbero quelle di un terrorista responsabile di ground zero

e tu per me sei Bush, che continui a blaterare di valori che dove vivo non possiedono neppure un bagliore di significato...

come li metti insieme gli uomini, quando le loro idee sono prigioniere delle certezze incrostate dall'abitudine, che è più forte dell'umanità, del ritrovare la somiglianza dei propri volti, dietro la barba e il turbante e il doppio petto e le camicie inamidate?

da un amico

ieri sera, la scusa di prendere un oggetto dimenticato.

il motivo più importante però era quello di capire della sua esperienza di ricerca di autonomia, dopo aver compreso che il mio bene e il bene del mio amore passa da un distacco dal luogo e dalle persone con le quali vivo e ho sempre vissuto.

e vorrei che fosse delicato, condiviso, vorrei che tu mi stessi accanto. e anche a loro dirò che saranno parte di questa scelta di altri luoghi e altri modi.

e dirti che le tue inquietudini sono anche le mie, e che ieri sera si che ci ho pensato che saresti stata felice di vedermi, ma era anche importante per me aggiungere un tassello al puzzle della comprensione della mia vita.

e che sapevo che di avrei rivista oggi, e che incontrarti è sempre una gioia

lunedì 29 gennaio 2007

i gerani rifioriti

quando ho paura la voce e la mano con cui scrivo mi si avvelenano, perché mi sento incerta e mi rende inquieta e vorrei non sentirmi mai come mi sento ora, come se dovessi difendermi da te, perché temo di essere l'esotico.

La permanenza all'estero che non hai vissuto, e di cui ti stancherai, perché sarà estenuante come Londra lo è stata per me. Non vedo un futuro nel perpetuarsi di un presente che già è diafano, così etereo che pare sul punto d'involarsi ogni volta che ti fermi a guardare.

I gerani che mi hai regalato ieri li avevo trovati piegati, avvizziti, ma ora sono tornati vivaci perché, al ritorno da Bologna, ho potuto innaffiarli di nuovo.

Il luogo della pace

Così immagino il luogo, che definisco testardamente matrimonio, dove l'amore può trovare compimento e rifugio.

Dirai, dopo lo scambio di opinioni odierno, ma quel che c'è prima? E oggi, e domani? Come proteggere e preservare e far crescere l'amore di oggi?

Come trovare una buona terra di confine dove fare crescere questa pianticella il più possibile al riparo dalle intemperie? Lo spazio al confine di 2 territori bagnati spesso dalle lacrime.

Ancora cercando...

giovedì 25 gennaio 2007

Remember that I Love You

La colonna sonora di oggi. Una recensione su itunes dice di questo album di Kymia Dawson [il cui titolo è l'header del mio post] che "da voce ad una onestà emotiva che, nella sua debolezza - o forse proprio per la sua ammissione di debolezza - contiene una forza ed un'umanità che si vedono in pochi altri artisti contemporanei."

Credo che sia così per davvero. Il titolo è un link all'official website di Kymia, because I like to share her with you and everyone who might like that.

Enjoy :-)

When you throw away the baby with the bathwater

Quando non si aveva acqua corrente, ci si lavava scaldando le tinozze d'acqua, che venivano versate nella vasca da bagno. E l'acqua non era abbastanza perchè ognuno potesse immergersi in quella pulita.

Tra i membri di una famiglia ognuno aveva il proprio turno di ingresso nell'acqua calda, riciclata da quelli che l'avevano preceduto...in genere i bambini molto piccoli venivano immersi e lavati per ultimi e così l'acqua, subito dopo, poteva essere finalmente buttata via.

In Inghilterra c'è un detto, una sorta di modo di dire popolare, che si sente in giro abbastanza frequentemente tra gli adulti, e mi è capitato di leggerlo anche nella trascrizione di un intervista ad un autore di saggi politici.

La domanda verteva sulla presunta inattualità del socialismo, e delle idee comprese ne Il Capitale di Marx e l'autore rispondeva dicendo che secondo lui il giornalista stava "gettando via il bambino con l'acqua sporca della vasca".

E così suona più o meno in inglese, come il titolo di questo post.

Io amo diversamente da te, e diversamente affronto le scelte della vita. L'istintualità e la passione, che mi guidavano nel volerti bene, e che tu chiami, forse impropriamente, "una capacità bella di esprimere i propri sentimenti" di fronte alla oculatezza con cui ti poni nei confronti della relazione che abbiamo, danno vita ad un chiaroscuro contrastato.

E del colore discordante delle nostre pelli, ne sorridiamo, perchè ci fa sembrare appartenenti a due etnie diverse...ed ora mi chiedo se non lo siamo veramente.

Mi hai detto ieri sera "tu non mi sembri tu..." ma vedi le persone, come anche le situazioni, tirano fuori da noi aspetti della nostra personalità che non sempre si assomigliano. E così la fetta di torta, che avevo offerto ad una persona diabetica che non vuole mangiarla, perchè altrimenti starebbe male...l'ho buttata finalmente via, perchè già aveva un sapore acido, e della crema s'era alterato il colore.

Ho creduto di buttar via una cosa inutile, come l'acqua sporca che rimane nella vasca bagno...ma ora mi chiedo dov'era il bambino?...Io non mi sono accorta, tra le lacrime, potrei non aver visto...

mercoledì 24 gennaio 2007

Happy Birthday

Tu che te ne intendi...saranno affidabili queste previsioni del tempo, per il giorno del tuo compleanno?
Meglio comprare un ombrello impermeabile ai cuoricini. Non si sa mai...

:-)

Buon Compleanno Bio

martedì 23 gennaio 2007

prendo a prestito

le parole dell'unico blog che ho frequentato abitualmente qualche anno fa, prima che l'autrice (lapizia) decidesse di sopprimerlo in 1 minuto senza (legittimamente) fornire spiegazione alcuna.
è un post del 17 dicembre 2003 che molto mi è piaciuto, e ancor più mi piace pensandoti

Du du dù
Portiamo calzettoni a righe

o lunghe calze di nylon nere
abbiamo il culo grosso
oppure piccolo e tirato su
abbiamo sedici anni, oppure venti
o trentasei o settanta
tutta la grazia e il mistero lo teniamo fra le labbra
E ti sorridiamo dal finestrino
o siamo corrucciate alla guida
sbuffiamo per la noia
ci incantiamo davanti a una vetrina
corriamo in un modo buffo
ti facciamo arrabbiare
non ci facciamo capire
abbiamo un buon odore
ci facciamo desiderare
abbiamo la pelle più liscia che tu abbia mai accarezzato
pensiamo da suore
ci comportiamo da puttane
siamo mamme con tutto e con tutti
abbiamo spesso ragione ma non ce ne accorgiamo
ci interessiamo alle cose fino ad un certo punto
ci abbracciamo leziose
siamo isteriche
siamo insicure
siamo acute
maliziose
siamo la cosa più dolce che tu abbia mai mangiato

una grande passione

mi piace questa tua grande passione per l'arte contemporanea e sono felice davvero che le cose inizino a girare.
goditi tranquilla la tua mostra ad Aus18.

trovo ragionevole e intelligente quel che dici a proposito del telefono. anche a me piace questo nuovo (per me) modo di comunicare che mi ricorda un po' il nostro primissimo modo di stabilire un rapporto, che poi è diventato cosa tanto importante per me.

si, benvenuto blog di bio & bree, portaci lontano lontano...

quanto a domani sera nessuna riunione in vista, ieri sera cercavo conferme per lunedì prox.
domani sera mi piacerebbe invitare a cena le persone che amo.

lunedì 22 gennaio 2007

aus18

A proposito di domani sera invece, avevo dimenticato che ci sarà l'opening di una mostra da Aus18, a cui il gallerista mi aveva invitato la sera della performance a Parma.

Sarebbe una buona occasione per un interessante networking per me, e vorrei andare, perciò mi chiedevo se la nostra serata si potrebbe spostare a mercoledì, almeno che tu non abbia già (mi sa di si in realtà) una riunione acli a cui prendere parte quella sera...

phone calls

Eccomi qua. belli i tuoi post :-) ...la poesiola che t'avevo scritto però ha bisogno di editing, a cui mi dedicherò appena ho un attimo, spero la prox settimana, perchè questa è busy...

A proposito del telefono, volevo dirti una cosa che mi frulla in testa da un pò...ed è che mi piacerebbe cambiare questa nostra abitudine, di parlare al telefono ogni sera, quando non siamo insieme...che ne dici?

Se ci vediamo sono contenta, ma se non ti vedo, attaccarmi al telefono con te...hmm, non so...mal che vada - no...non parcheggiamo! :-P - preferisco comunicare con te scrivendoti qui, sul nostro blog...se non altro è scrivere, che è sempre così viscoso, vischioso, muschiato...bello!

Al contrario mi sembra scemo stare al telefono a 20 minuti di distanza fisica l'uno dall'altro. Se non ci possiamo vedere, allora preferisco stare lì ad impiegare il mio tempo in modo utile o semplicemente godere del presente...

Delle mie coinquiline ed amiche ad esempio - che infatti lamentano il mio alienarmi al telefono - ...ed invece aspettare, per chiacchierare con te, di rivederti dal vivo...Suona ragionevole?

ecco un uomo che penso ti piacerà


sempre dalla parte dei più deboli

linkino

nessuna mai

ha scritto per me le parole che non voglio vadano perdute e per sempre saranno mie



Questo nostro conoscersi,
in ogni suo progresso così gradevole, graduale
...così romantico e delicato...
è come lo è stato
solo nelle immagini sognate, da ragazzina,
che non conosce l'amore.

Che tu ci sia,
anche solo l'idea è pervasiva,
pacificante, seduttiva,
un'emozione da non governare...l'averti accanto.
Soli, prima di te,
due uomini
mi hanno serbato
un riguardo come quello, vellutato,
che hai nelle parole e tra le mani.

Sono chi ho amato intensamente
come mai altri...il ragazzo d'un tempo,
e mio padre, di cui la commozione
nel racconto di stasera, delle premure,
t'ha detto, più di molte parole.

Come fai, a far che ogni momento con te
abbia il sapore delle pagine più mie
dei libri più cari, e le canzoni mandate giù a memoria
o le pagine rosa dei tanti, troppi, diari?

Il primo bacio, stasera,
sapeva di magia,
come i ricordi che conservo gelosa
perchè mi hanno concesso
sogni ad occhi aperti
e un soffio di paradiso.




ecco, anche in questo post che è mio, ho messo parole tue, per dirti che leggerti è una esperienza che sempre mi riempie di meraviglia, anche quando leggo e mi si appanna la vista.

grazie per le parole,

grazie per i silenzi,

grazie per quando pazientemente spieghi

venerdì 19 gennaio 2007

il vento di phoen

Sai che amo parlare del tempo. Mi piace l'odore della pioggia e quello del vento, camminare nella neve.
Oggi ci terrà compagnia il vento di phoen, il vento caldo che viene dalle Alpi e spazza nuvole e veleni.
E così mi piacerebbe fosse sempre quando ti incontro, e così so che non può sempre essere.
Potrà mai il vento di oggi spazzare la polvere di questo toro infuriato che io immagino cosi?


eccomi

ciao brina...

giovedì 18 gennaio 2007

la polvere

Avrei voluto dire che ti trovo una persona comprensiva, che sa ascoltare, empatico, altruista, paziente e generoso...attraente, forte, di tempra solida...

che sei affidabile e profondo, attento all'altro e intelligente...

Mi dispiace non esser riuscita a tirar fuori quello che penso di te, serenamente...

Camminando verso casa, pochi minuti fa, mi sono tornate in mente cristalline le qualità che mi fanno innamorare e ri-innamorare di te...

Dopo il cappuccino, il momento piccolo ma nostro, che desideravo, ma che non avrei chiesto, perchè da qualche giorno sono in sciopero dal mio ruolo di questuante, da qualche giorno...

Solo dopo quel momento, ho ricordato...

Perchè cosi funzionano i miei anticorpi naturali, contro il dolore che non capisco...La nebbia sale, e non ti vedo più...come un toro che con le zampe, recalcitrando, tiri su la polvere della terra battuta che calpesta...

vedo rosso e il mio istinto mi dice
Attacca, chi ti fa del male...

by bree

mercoledì 17 gennaio 2007

here we are

ciao bio...